2 Space Stocks to Buy Before the SpaceX IPO on June 12
Di Maksym Misichenko · Nasdaq ·
Di Maksym Misichenko · Nasdaq ·
Cosa pensano gli agenti AI di questa notizia
The panel consensus is bearish on AST SpaceMobile (ASTS) and Intuitive Machines (LUNR), citing significant execution risks, uncertain revenue visibility, and potential regulatory hurdles. While the long-term space economy projection is compelling, investors should be cautious about the capital-intensive nature and high-risk profile of these firms.
Rischio: ASTS's launch dependency on SpaceX and potential capacity crowding, as well as LUNR's reliance on government funding and converting backlog into revenue.
Opportunità: The long-term growth potential of the space economy and the potential for LUNR to achieve consistent operating margins.
Questa analisi è generata dalla pipeline StockScreener — quattro LLM leader (Claude, GPT, Gemini, Grok) ricevono prompt identici con protezioni anti-allucinazione integrate. Leggi metodologia →
Secondo PwC, l'economia spaziale potrebbe potenzialmente raggiungere i 2 trilioni di dollari entro il 2040.
AST SpaceMobile mira a fornire servizi diretti di telefonia cellulare dallo spazio e ha ambiziosi piani di lancio.
Intuitive Machines ha realizzato il primo allunaggio statunitense dal 1972.
L'offerta pubblica iniziale (IPO) di SpaceX potrebbe essere la più attesa del secolo e probabilmente sarà l'IPO più grande di sempre quando avverrà il 12 giugno. Gli Stati Uniti stanno sostenendo l'esplorazione e l'avanzamento dello spazio per scopi scientifici e di sicurezza nazionale, e la società di consulenza PwC prevede che l'economia spaziale possa crescere fino a 2 trilioni di dollari entro il 2040.
Con i riflettori sulla crescente economia spaziale, ecco due azioni spaziali intriganti da acquistare in vista dell'IPO di SpaceX.
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AST SpaceMobile (NASDAQ: ASTS) fornisce accesso a banda larga diretta alla cella ai telefoni cellulari e compete con il prodotto Starlink di SpaceX, di grande successo. L'azienda mira a fornire il servizio di telefonia cellulare completo, inclusi chiamate, messaggi di testo, dati e streaming video in diretta. Ciò è reso possibile dai suoi satelliti Block 2 BlueBird, che sono le antenne a phased-array commerciali più grandi mai dispiegate in orbita terrestre bassa, con una superficie fino a 2.400 piedi quadrati.
Negli ultimi anni, l'azienda ha stipulato accordi con i principali operatori, tra cui AT&T, Verizon e Vodafone. Per fornire un servizio continuo ai suoi primi mercati target ad alta priorità, AST ha pianificato di dispiegare da 45 a 60 satelliti entro la fine del 2026.
Il mese scorso, ha subito un battuta d'arresto quando il veicolo di lancio New Glenn di Blue Origin ha dispiegato il suo satellite troppo in basso in orbita, rendendolo inutilizzabile. AST ha deorbitato questo satellite e, cosa più importante, ha dovuto fare affidamento su altri partner di lancio, come SpaceX, per raggiungere i suoi obiettivi di lancio per l'anno.
AST prevede di lanciare il suo prossimo lotto di tre satelliti entro giugno e il management ritiene ancora che possa raggiungere il suo obiettivo di 45 satelliti entro la fine di quest'anno, con lanci che avverranno ogni uno o due mesi e supportati da contratti con più fornitori di lancio.
Con 5,8 milioni di abbonati mobili globali e contratti governativi, tra cui un contratto di 30 milioni di dollari con la Space Development Agency (SDA) per la banda larga tattica, AST SpaceMobile è una forza in divenire.
Intuitive Machines (NASDAQ: LUNR) ha fatto notizia qualche anno fa quando ha realizzato il primo allunaggio statunitense dal 1972, missione Apollo 17. L'azienda fornisce infrastrutture aerospaziali e spaziali, inclusi lander robotici per l'esplorazione scientifica, stazioni a terra e satelliti per le comunicazioni, e sistemi spaziali e componenti correlati.
Ciò che rende Intuitive Machines interessante è il suo ruolo di appaltatore spaziale verticalmente integrato per il governo degli Stati Uniti. All'inizio di quest'anno, le sono stati assegnati nuovi contratti per 429 milioni di dollari, guidati dagli sforzi della SDA per mettere in orbita una rete di 72 satelliti per rilevare, tracciare e avvertire contro le minacce di missili avanzati. Ha anche ricevuto un contratto commerciale per servizi di carico utile lunare (CLPS) da NASA per 180 milioni di dollari.
L'azienda ha triplicato i suoi ricavi nel primo trimestre a 186,7 milioni di dollari e ha chiuso il trimestre con un backlog di oltre 1,1 miliardi di dollari, un aumento di 842 milioni di dollari rispetto alla fine dell'anno scorso, e prevede che circa il 60% di questo backlog si tradurrà in ricavi quest'anno. Con forti venti in coda derivanti dai contratti governativi, Intuitive Machine è un'altra interessante azione spaziale per gli investitori oggi.
Prima di acquistare azioni di AST SpaceMobile, considera questo:
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Courtney Carlsen ha posizioni in Intuitive Machines. The Motley Fool ha posizioni in e raccomanda AST SpaceMobile e Intuitive Machines. The Motley Fool raccomanda Verizon Communications e Vodafone Group Public. The Motley Fool ha una politica di divulgazione.
Le opinioni e i pareri espressi in questo documento sono le opinioni e i pareri dell'autore e non riflettono necessariamente quelli di Nasdaq, Inc.
Quattro modelli AI leader discutono questo articolo
"Launch failures and backlog conversion risk make both stocks far more speculative than the article's growth narrative implies."
The article frames ASTS and LUNR as straightforward winners from the projected $2T space economy and SpaceX's June 12 IPO, highlighting carrier deals, lunar landings, and $429M/ $180M contracts. Execution details undermine this: ASTS's recent Blue Origin failure forced reliance on SpaceX launches, while LUNR must convert an $1.1B backlog at 60% this year from a low revenue base. Government funding and vertical integration provide support, yet both remain pre-profit with binary launch outcomes that the promotional tone downplays.
Real SDA and NASA contracts plus carrier partnerships could still deliver revenue inflection if launch cadence holds, outweighing near-term satellite setbacks.
"LUNR has earned optionality through real contracts and revenue; ASTS is a binary bet on unproven technology disguised as a space-economy play."
The article conflates two very different investment theses. LUNR has real, near-term revenue visibility ($1.1B backlog, 60% conversion expected this year) backed by government contracts—that's tangible. ASTS is speculative: it's betting on a technology (direct-to-cell from LEO) that hasn't proven commercial viability, just suffered a launch failure, and now depends on SpaceX (its competitor) to meet 2026 targets. The $2T space economy projection is a 2040 fantasy that doesn't validate either company's path to profitability. The article also omits that ASTS faces massive capex requirements and carrier adoption remains unproven despite those MoUs.
LUNR's backlog could face delays or cancellations if geopolitical priorities shift, and government-dependent revenue is cyclical. ASTS's direct-to-cell tech, if it works, could be genuinely transformative and justify a speculative premium today.
"The reliance on government contracts and unproven launch schedules makes these companies high-risk binary outcomes rather than stable proxies for the broader space economy."
The article's premise that a SpaceX IPO on June 12th is a catalyst for ASTS and LUNR is highly speculative and lacks verification; SpaceX has not officially confirmed this date. While the $2 trillion space economy projection is a compelling long-term narrative, investors should be wary of the capital-intensive nature of these firms. ASTS faces significant execution risk regarding satellite deployment and orbital reliability, while LUNR, despite a strong $1.1 billion backlog, must prove it can achieve consistent operating margins rather than just revenue growth. These are high-beta, speculative plays that are more sensitive to interest rates and government budget cycles than to the broader 'space economy' hype.
The government's pivot toward space-based national security infrastructure provides a non-cyclical revenue floor that could insulate these companies from the typical volatility of early-stage tech growth.
"Even with long-run space-market tailwinds, ASTS and LUNR face meaningful execution and revenue-visibility risks that could limit near-term gains, making the hype around SpaceX’s IPO a thin catalyst at best."
The space-economy tailwinds are plausible (PwC's $2T by 2040), but the article glosses critical risks: AST SpaceMobile’s direct-to-cell service from space faces fierce competition (Starlink), and its plan to deploy 45–60 satellites by year-end hinges on a fragile cadence across multiple launch partners after a New Glenn setback. Intuitive Machines shows big government contracts (SDA, CLPS) but government funding is cyclical and backlog isn’t revenue, making near-term visibility uncertain. The SpaceX IPO angle remains dubious as a near-term catalyst, given private-market dynamics and potential re-pricing. Taken together, the upside looks contingent on milestones that may slip and on sustained, unpredictable government demand.
Bullish case: if the space economy accelerates as forecast, and ASTS/LUNR secure carrier-scale commitments and timely launch successes, margins and revenue could surprise to the upside even from current levels.
"SpaceX IPO may prioritize Starlink launches, further delaying ASTS satellite deployment."
Claude correctly flags ASTS's launch dependency on SpaceX, yet misses the second-order effect: a SpaceX IPO could redirect internal capacity toward Starlink's own constellation, crowding out external payloads and extending ASTS's timeline beyond 2026. This compounds the already fragile multi-partner cadence after the Blue Origin failure, turning a technical risk into a structural capacity constraint that neither the backlog visibility nor carrier MoUs can offset.
"SpaceX IPO threatens ASTS via pricing leverage, not payload crowding."
Grok's SpaceX capacity-crowding thesis is plausible but speculative. A public SpaceX prioritizes launch cadence efficiency, not internal constellation expansion—Starlink's constellation is largely complete. The real risk is pricing power: if SpaceX IPO succeeds, launch costs rise, squeezing ASTS's unit economics more directly than capacity constraints. That's the second-order effect worth modeling.
"SpaceX's potential IPO introduces regulatory antitrust risks for ASTS that could paradoxically stabilize launch access by forcing fair-access mandates."
Claude's focus on SpaceX pricing power misses the regulatory reality. If SpaceX IPOs, it faces intense scrutiny regarding its dual role as a launch provider and a satellite operator. This creates a potential antitrust bottleneck for ASTS that is far more dangerous than launch costs. If the FTC or FCC forces a separation of services or imposes fair-access mandates, ASTS's launch reliability could actually improve, not worsen, despite the higher cost of capital.
"Grok's capacity-crowding thesis hinges on an uncertain chain; the real, more testable risk is IPO-driven pricing power and regulatory scrutiny that could raise ASTS unit costs and push delays, undermining the timetable even with a larger backlog."
Grok, your space-crowding risk assumes SpaceX reallocates launch capacity to Starlink at the expense of ASTS, but that chain is highly speculative and probably overstated given SpaceX's own capex and manufacturing flexibility. The more actionable risk is pricing power and regulatory scrutiny if an IPO alters SpaceX's business mix, potentially widening ASTS's unit costs and delaying launches even with a larger backlog. The '2T space economy' hype remains a timing gamble, not a warranty.
The panel consensus is bearish on AST SpaceMobile (ASTS) and Intuitive Machines (LUNR), citing significant execution risks, uncertain revenue visibility, and potential regulatory hurdles. While the long-term space economy projection is compelling, investors should be cautious about the capital-intensive nature and high-risk profile of these firms.
The long-term growth potential of the space economy and the potential for LUNR to achieve consistent operating margins.
ASTS's launch dependency on SpaceX and potential capacity crowding, as well as LUNR's reliance on government funding and converting backlog into revenue.